Torniamo a lottare

Pubblichiamo il testo del volantino distribuito nelle principali città italiane in occasione delle manifestazioni di Venerdì 12 Ottobre.

Scarica il volantino e aiutaci a diffonderlo nelle scuole e nelle Università: Volantino 12 Ottobre 2018

TORNIAMO A LOTTARE

Il nuovo governo Salvini-Di Maio è l’ennesimo governo nemico degli studenti e dei lavoratori. Non facciamoci prendere in giro! Le politiche annunciate dal nuovo Ministro dell’Istruzione sono in continuità con quelle dei governi precedenti: tagli all’istruzione pubblica e attacchi ai diritti degli studenti. Tutto questo mentre continueranno e si intensificheranno le campagne contro i poveri e i migranti, gli attacchi ai diritti civili, le politiche in favore degli interessi capitalistici e contro i lavoratori.

È necessario riprendere la lotta contro chi vuole distruggere definitivamente la scuola pubblica. Solo un movimento unitario, autorganizzato e di massa di tutti gli studenti e i lavoratori della scuola può far tremare il governo. Sono 10 anni che sentiamo dire che c’è la crisi, ma a pagarla sono sempre gli stessi: i giovani, i lavoratori, le masse popolari. Ad arricchirsi sempre la solita minoranza di banchieri e padroni. I governi concedono qualcosa solo hanno paura di perdere tutto. Noi, studenti rivoluzionari e anticapitalisti, siamo convinti che solo metodi combattivi e rivoluzionari possono portare a qualche conquista.

CONTRO:
• Una scuola autoritaria e funzionale al sistema economico capitalista, ai privati, alla Chiesa;
• I continui tagli all’istruzione pubblica e spese folli per libri, trasporti, servizi;
• II numero chiuso all’Università e l’alternanza scuola-lavoro
• Un futuro fatto di disoccupazione e precarietà, contro il capitalismo!

PER
• Una lotta studentesca contro Buona Scuola e governo Lega-M5S, fino alla sua caduta!
• Un movimento di massa degli studenti e lavoratori: assemblee, occupazioni, scioperi e manifestazioni!
• Un’istruzione pubblica, gratuita, di qualità e al servizio delle masse popolari, nella prospettiva di una scuola autogestita da studenti e lavoratori!

Uniamoci attorno ad un programma anticapitalista e rivoluzionario!

Unisciti alla Corrente Studentesca Anticapitalista (CorSA)!

Per una tendenza anticapitalista e rivoluzionaria nel movimento studentesco!

Lottare per studiare, studiare per lottare!

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Il diritto allo studio passa attraverso la lotta degli studenti

Pubblichiamo il testo del volantino che sarà distribuito dalle compagne e dai compagni della CorSA in occasione delle manifestazioni del 17 e 24 novembre.

Scarica il volantino per aiutarci a diffonderlo: Volantino Novembre 2017

IL DIRITTO ALLO STUDIO PASSA

ATTRAVERSO LA LOTTA DEGLI STUDENTI

L’autunno è stato marcato da un’importante, ma insufficiente, partecipazione di piazza di studenti e lavoratori (manifestazione del 13 ottobre, scioperi generali del 27 ottobre e 10 novembre) nel segno del rigetto di un governo che ripercorre le orme dei suoi predecessori in termini di precarizzazione del lavoro, di svilimento dei servizi pubblici fra sanità e istruzione, di attacco ai migranti e di azzeramento di tutele e diritti sociali e sindacali. Un governo che nella corsa alle elezioni politiche concentra tutti i suoi sforzi nella rigenerazione di un nuovo equilibrio che permetta a tutte le forze borghesi di continuare impunemente ad avere un ruolo nell’offensiva contro lavoratori, studenti e disoccupati, mentre in tutta Italia la feccia fascista rialza sempre più la testa.

In questo quadro la legge di Stabilità 2018 sulla regolamentazione della finanza si annuncia come un’ulteriore ripartizione ineguale delle ricchezze da parte del governo, sempre in direzione e a favore delle imprese nell’ottica di offensiva padronale contro la nostra classe. Per quanto riguarda l’istruzione, si accentua la didattica al servizio delle imprese sempre nella logica di asservire lo studente al merito, al beneficio e al privilegio, cancellandone la libertà di scelta, di critica e diritti. Tutto ciò quando l’Italia è al penultimo posto nella spesa pubblica per l’istruzione a livello UE (solo il 4% del PIL), visti gli ingenti tagli messi in atto a partire dal 2014. Sarebbero necessari almeno investimenti per un totale di 17 miliardi solo per allineare la spesa italiana in istruzione alla media dei paesi OCSE. Mentre la Buona Scuola investe 100 milioni nell’alternanza scuola-schiavitù-lavoro e nell’apprendistato, forme di sfruttamento a costo zero, aumentano i finanziamenti alle scuole private e paritarie, mentre sono 36 mila gli edifici scolastici pubblici non in regola. Infine il Pacchetto MIUR, riservato all’università. Viene indicata la messa in atto di misure che consentano di aprire nuovi posti per ricercatori universitari, di sbloccare gli scatti stipendiali per i professori, basati sul calcolo della produttività. Dove sono la stabilizzazione dei precari, degli assegnisti, veri contratti per i ricercatori e concorsi annuali per diventare prof? Il sistema universitario attuale sopravvive grazie agli oltre 20000 ricercatori e assegnisti precari e le 1300 assunzioni previste dalla legge di stabilità non sono sufficienti, e marcano un deficit nell’organico con importanti ripercussioni per lavoratori e studenti stessi: mancano i docenti (quasi 14 mila in meno) e vi è un deterioramento degli spazi dovuto alla carenza di aule, cosa che provoca situazioni di sovraffollamento. Un’università che diventa sempre più per pochi e abbienti quindi, grazie all’introduzione del numero chiuso, all’aumento delle tasse e alla diminuzione qualitativa e quantitativa delle borse di studio. Senza contare il numero di studenti che per mantenersi è costretto a lavorare a qualsiasi condizione, fatto che contribuisce talvolta all’abbandono prematuro degli studi.

Si è quindi di fronte ad una legge di stabilità che riflette una tendenza generalizzata di disinteresse totale nell’investire nell’istruzione, università e ricerca. A fronte di tutto ciò bisogna ripartire, una volta per tutte, mettendo in campo tutte le nostre forze per riprendere in mano la lotta contro chi vuole distruggere definitivamente l’istruzione pubblica. Solo un movimento unitario e di massa di tutti gli studenti e i lavoratori della scuola può far tremare il governo.

  • Organizziamo la lotta studentesca contro la Buona Scuola, l’alternanza scuola-lavoro ed il suo governo! Uniamoci al movimento dei lavoratori della scuola e abbandoniamo i metodi ultra-moderati! Per una mobilitazione unitaria e di massa! 10, 100, 1000 manifestazioni studentesche! Organizziamo iniziative di lotta, tanto radicali quando sono gli attacchi dei governi: assemblee, occupazioni, scioperi, manifestazioni! Nessun dialogo con il governo, lotta permanente fino al ritiro dei decreti e fino alla caduta del governo, nostro nemico!
  • Per l’unità del movimento studentesco con tutto il mondo del lavoro! Per un fronte generale di lotta che sia in grado di esprimere, attraverso una mobilitazione continua e uno sciopero generale, una vera opposizione a tutte le politiche antipopolari e autoritarie del governo!
  • Per un’istruzione totalmente gratuita, contro le scuole e università private, contro l’ingerenza della Chiesa sull’insegnamento, per la trasformazione del contenuto d’insegnamento, per un sistema d’istruzione di qualità e al servizio delle masse popolari, nella prospettiva di una scuola autogestita da studenti e lavoratori!

La Corrente Studentesca Anticapitalista (CorSA) lotta per questa prospettiva: lotta con noi!

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[Firenze] Al “Da Vinci” autogestito una riflessione sulla Buona Scuola e l’alternanza scuola-lavoro

Venerdì 20 ottobre al liceo scientifico “Leonardo Da Vinci” di Firenze, dove era in atto un’autogestione, i compagni e le compagne della Corrente Studentesca Anticapitalista (CorSA) hanno partecipato ad un incontro con gli studenti a proposito della “Buona Scuola” e dell’alternanza scuola-lavoro.

La maggior parte degli studenti presenti frequentava la prima o la seconda superiore (alcuni erano del terzo anno), e quindi in buona parte non avevano alcuna conoscenza pratica dell’alternanza scuola-lavoro.

L’incontro si è tenuto in un’aula di scienze (dove quindi ci siamo ritrovati purtroppo in cattedra, ma siamo riusciti ad intavolare una discussione libera e aperta), dalle ore 9:00 alle ore 11:00. Si è discusso di vari argomenti riguardanti la nuova riforma scolastica varata nel 2015. Inizialmente in maniera più generale su cosa è la riforma della Buona Scuola (nei suoi principali aspetti) e di quanto essa in realtà non sia tanto “buona’’, e infine abbiamo affrontato l’argomento un po’ più sentito dagli studenti: l’alternanza scuola-lavoro e di cosa in realtà sia nei fatti pratici e non solo in teoria.

Abbiamo sentito varie opinioni sull’alternanza, sia positive che negative e di cosa pensavano che fosse, soprattutto da chi ne sapeva poco.

Sono state raccontate esperienze di ragazzi che avevano provato l’alternanza o di chi aveva sentito esperienze altrui. Da questi interventi è risultato, in modo abbastanza chiaro e distinto, che questa riforma non incentiva la formazione degli studenti, ma realizza nel concreto lo sfruttamento di manodopera non qualificata: a gratis, dove le spese per i mezzi di spostamento sono a carico dello studente e della sua famiglia, dove manca e/o scarseggia la copertura assicurativa in caso di incidente/malattia professionale, lasciata quindi a carico della famiglia, senza contare la perdita di ore di studio da parte dello studente, cosa che può compromettere l’andamento scolastico. Inoltre spesso gli alunni vengano lasciati lì a non fare nulla: mansioni dequalificanti, cioè inutili e non attinenti agli studi liceali, professionali o tecnici.

Sono state anche riferite alcune esperienze positive, nella parte relativa alle sole mansioni, da parte di studenti che stavano nella stessa struttura lavorativa di altri che hanno definito la loro esperienza negativa: ma sappiamo bene che una tantum, relativamente ad alcuni aspetti, si può avere un’esperienza positiva circoscritta all’immediato, ma ciò non cambia la logica negativa, filo-aziendale e classista ed elusiva delle tutele sul posto di lavoro, dell’alternanza scuola-lavoro nel quadro della riforma Buona Scuola. Infatti, tale ‘’impressione positiva’’ è in realtà una conferma di quanto scritto sopra: dipende dallo studente specifico e dalle risorse dell’istituto. Variano le situazioni lavorative e scolastiche, prodotto delle scelte dello studente e anche dall’istituto in cui si è iscritti. Ovvero non è la norma ma l’eccezione e rispecchia uno degli scopi della riforma: la possibilità di scelta dello studente dipende fondamentalmente dal tipo di scuola che frequenta e delle risorse economiche a disposizione di quest’ultima, amplificando le diseguaglianze economiche e di classe che già la scuola italiana riflette. La scuola meglio valutata in termini di sbocchi lavorativi, che meglio risponde alle esigenze del mercato nel suo progetto formativo (nella “Buona Scuola” il dirigente scolastico elabora il POF, riducendo gli organi dei docenti da decisionali a meramente consultivi, con la possibilità di ricorrere a “sponsor” privati, a risorse esterne) e che attrae in buona parte i figli della classe dirigente, avrà maggiori possibilità economiche e quindi permetterà un regime di alternanza migliore; la scuola di periferia, con maggiore mix culturale, e frequentata prevalentemente da studenti con famiglie di estrazione operaia, limiterà, se non azzererà la cosiddetta “scelta dello studente”.

Da qualunque angolazione la si consideri, l’alternanza scuola-lavoro e la “Buona Scuola” ripropongono e amplificano la divisione tra “scuole di seria A e scuole di serie B”.

Inoltre, abbiamo continuato dicendo che la riflessione sull’alternanza, nell’ottica di darsi degli strumenti come studenti per combatterla e rifiutarla, è da portare non a livello individuale ma collettivo. Solo ragionando in maniera collettiva è possibile la costruzione di una mobilitazione unitaria in grado di denunciare l’obiettivo filo-padronale della controriforma: nella totalità delle esperienze che abbiamo riscontrato, sia all’interno di questo incontro ma anche al di fuori ( nel liceo stesso o in altri articoli di giornale che parlavano della questione), risulta che non può esistere un’alternanza scuola-lavoro positiva, perché i soli a guadagnare da questa riforma sono i datori di lavoro che sfruttano manodopera a costo zero.

In linea generale questo incontro ha avuto un andamento positivo, che ci ha permesso anche di distribuire ad alcuni studenti il nostro bollettino Scrittoinrosso e di ottenere qualche contatto per una futura collaborazione.

Come CorSA crediamo che solo con una forte mobilitazione, di classe e di massa, sia possibile cambiare le cose. Solo mettendo in campo manifestazioni, scioperi, autogestioni e occupazioni, iniziando a sfruttare ogni spazio di intervento possibile, a partire dalle scuole e dalle università, in assemblee e comitati di mobilitazione, è possibile mettere in discussione la contro-riforma.

Questa contro-riforma non danneggia solo gli studenti ma più in generale anche i lavoratori, che in prospettiva potrebbero venire licenziati perché la manodopera gratuita porta più profitto al padrone e meno istruzione qualificata per lo studente.

Per una lotta unitaria di studenti e lavoratori contro la “Buona Scuola” e il suo governo!

Per un sistema di istruzione gratuito e di qualità nella prospettiva di una scuola autogestita da studenti e lavoratori!

CorSA – Toscana

Benvenuto “Scrittoinrosso”

Siamo lieti di annunciare la pubblicazione del primo numero di “Scrittoinrosso – bollettino della Corrente Studentesca Anticapitalista (CorSA)”.

Nel complesso panorama del movimento studentesco italiano, che negli anni ha avuto moltissime sfaccettature e peculiarità territoriali e nazionali,  un bollettino che si propone di portare all’interno del dibattito politico e culturale del movimento studentesco italiano una prospettiva troppo spesso bypassata: la prospettiva di classe, internazionalista, anticapitalista e rivoluzionaria.

Scrittoinrosso nasce innanzitutto per colmare questo tragico vuoto proponendosi come strumento per gli studenti e le studentesse che sentono propria la lotta non solo per un’altra istruzione ma per un’altra società.

Il bollettino è disponibile in versione PDF,  in formato A3, pronto per la stampa e la diffusione.

In questo primo numero:

  • 13 Ottobre in piazza… e poi?
  • Benvenuto Scrittoinrosso
  • [Scuola] Contro l’alternanza della Buona Scuola armiamoci di coscienza
  • [Cultura] Il canto del suino colpisce ancora

Aiutaci a diffondere e a far crescere Scrittoinrosso!

Portiamo la voce degli studenti anticapitalisti in ogni parte del paese!

Lottare per studiare, studiare per lottare!

Costruiamo la CScrittoinrosso1orSA in ogni città!

Scarica il bollettino: Scrittoinrosso01ottobre17

13 Ottobre in piazza… e poi?

Pubblichiamo il testo del volantino che sarà distribuito dalle compagne e dai compagni della CorSA in occasione della prima manifestazione studentesca autunnale prevista per il 13 Ottobre.

Scarica il volantino per aiutarci a diffonderlo: 13 Ottobre 2017 – CorSA

13 OTTOBRE IN PIAZZA… E POI?

È iniziato un nuovo anno scolastico: cambiano governi, ministri e presidenti del Consiglio, ma tutto ciò che rimane immutato sono gli effetti devastanti della controriforma della “Buona Scuola”, varata due anni fa. Anzi, gli aspetti peggiori della controriforma si mostrano in tutta la loro assurda irrazionalità, a partire dal gravissimo incidente che ha coinvolto pochi giorni fa proprio uno studente come noi, finito sotto il carrello elevatore mentre lavorava gratis “per fare esperienza”.

Eppure nel maggio 2015 il movimento degli insegnanti e degli studenti che ha lottato contro la “Buona Scuola” è stato uno degli episodi di lotta più grandi contro l’allora governo Renzi, e uno dei più significativi da decenni. È il segno che la forza della mobilitazione e dell’autorganizzazione possono muovere le cose e fare la differenza. Ma come ci insegna la storia, nulla è per sempre e la lotta non si è chiusa. Bisogna ripartire, una volta per tutte, mettendo in campo tutte le nostre forze per riprendere in mano la lotta contro chi vuole distruggere definitivamente la scuola pubblica.

Solo un movimento unitario e di massa di tutti gli studenti e i lavoratori della scuola può far tremare il governo. Non bisogna semplicemente risparmiare alla scuola gli effetti più deleteri della “Buona Scuola”, al contrario. È necessario mettere in discussione l’intera legge e l’idea di istruzione che esprime. Il bilancio delle lotte passate dimostra che le pratiche riformiste non possono trovare sbocco in quest’epoca di crisi del capitalismo e dimostra che i governi, invece, concedono qualcosa solo quando sono messi all’angolo, quando hanno paura di perdere tutto. Solo metodi combattivi e rivoluzionari possono portare a qualche conquista. È ora di cambiare registro!

Bisogna dirlo chiaramente: contro una scuola autoritaria e funzionale al sistema economico capitalista e contro chi vuole una scuola “catena di montaggio”, contro l’alternanza scuola-schiavitù-lavoro, contro classi pollaio, scuole diroccate, spese folli per libri, trasporti e servizi, contro una scuola con insegnanti ipersfruttati (e sottopagati), con un’organizzazione da caserma, sempre più legata agli interessi dei privati e dei ricchi e sempre più priva di libertà di insegnamento, contro l’ingiusto numero chiuso all’Università e contro un futuro fatto di Jobs Act, precarietà, disoccupazione e miseria dobbiamo opporre le nostre rivendicazioni e la nostra idea di istruzione.

  • Organizziamo la lotta studentesca contro la Buona Scuola ed il suo governo! Uniamoci al movimento dei lavoratori della scuola e abbandoniamo i metodi ultra-moderati! Organizziamo una mobilitazione di massa oltre il 13 ottobre! 10, 100, 1000 manifestazioni studentesche!
  • Organizziamo iniziative di lotta, tanto radicali quando sono gli attacchi dei governi: assemblee, occupazioni, scioperi, manifestazioni! Nessun dialogo con il governo, lotta permanente fino al ritiro dei decreti e fino alla caduta de
    l governo, nostro nemico!
  • Per l’unità del movimento della scuola con tutto il mondo del lavoro! Per un fronte generale di lotta che sia in grado di esprimere, attraverso una mobilitazione continua e uno sciopero generale, una vera opposizione a tutte le politiche antipopolari e autoritarie del governo! Se mettiamo in campo la nostra forza, in alleanza a quella dei lavoratori, nessuno ci potrà fermare!
  • Per un’istruzione gratuita, contro le scuole private, contro l’ingerenza della Chiesa sull’insegnamento, per la trasformazione del contenuto d’insegnamento, per un sistema d’istruzione di qualità e al servizio delle masse popolari, nella prospettiva di una scuola autogestita da studenti e lavoratori!

La Corrente Studentesca Anticapitalista (CorSA) lotta per questa prospettiva: lotta con noi!

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